Soldi

Carta KDue di Banco Popolare

KDue non è una semplice carta prepagata ma  è una carta conto dotata di Codice IBAN. Risulta essere emessa da Banco Popolare.
KDue è associata al circuito internazionale Mastercard ed è munita di microchip, il costo per l’emissione della carta è di €6, il canone mensile è di €1, ilplafond della carta è di €50000.
Il canone mensile si azzera se nel mese solare sono stati caricati almeno €500, tra ricariche, stipendio, bonifici in entrata.
I massimali mensili e giornalieri per acquisti e prelievi, oltre ai quali non può essere utilizzata.
I massimali o limiti di utilizzo possono essere modificati in qualsiasi momento.
All’acquisto della carta il limite complessivo mensile di utilizzo per acquisti e prelievi è di €3000, cioè si possono fare acquisti online per €1500, acquisti presso negozi per €1000, prelievi per €500, al raggiungimento della soglia massima la carta non può essere usata, per poterla utilizzare nuovamente o si cambiano i limiti di utilizzo o si aspetta il mese successivo. Il limite complessivo mensile può variare da €0 a €5000.
Con la carta prepagata è possibile fare acquisti nei negozi convenzionati con il circuito della carta o su internet. Per acquisti tramite POS in valuta Euro non si pagano commissioni, per acquisti tramite POS in valuta diversa dall’Euro la commissione è dell’1%.
Inoltre è possibile pagare con il sistema PayPAss presso esercenti abilitati avvicinando la carta al lettore senza la necessità di strisciare la carta nel lettore POS. La tecnologia PAyPass funziona solo per importi inferiore a €25.
Con la carta prepagata KDue è possibile ricaricare i cellulari e altre carte prepagate KDue e Kalibra.

Come ricaricare la carta prepagata KDue.
Risulta essere possibile ricaricare la carta presso le filiali del gruppo Banca Popolare in contanti al costo di €2,5, la prima ricarica mensile in filiale per contanti è gratis.
In filiale tramite altra carta KDue o conto corrente presso il Banco Popolare senza costi, tramite il servizio telefonico Call senza commissioni, tramite il servizio internet Web sena commissioni, da ATM con carta Bancomat senza commissioni . Tramite bonifco senza commissioni.

Come prelevare con la carta prepagata KDue.
Risulta essere possibile prelevare con la carta prepagata presso ATM del gruppo Banco Popolare senza costi. In filiale al costo di €3, da ATM altre banche i Italia e zona Euro al costo di €2. Da ATM zona extra Euro il costo è di €5, più la commissione dell’1% per operazioni in valuta diversa dall’Euro.

Costo bonifici con la carta prepagata KDue.
I costi per bonifico sono di €1 tramite il servizio internet Web, €3 tramite il servizio di banca telefonica Call, €3 presso la filiale.

Consultare saldo e movimenti.
Risulta essere possibile consultare il saldo e movimenti presso gli sportelli Bancomat del gruppo Banco Popolare e quelli aderenti al circuito QuiMultibanca, tramite il servizio internet by Web, tramite la banca telefonica by Call. Richiedere il dettaglio dei movimenti allo sportello costa €2.
Volendo è possibile abilitare il servizio by Alert per ricevi un messaggio SMS direttamente sul cellulare o una e-mail in occasione delle operazioni più rilevanti eseguite con la carta. Il servizio by alert è un servizio di messaggistica con un SMS gratuito per le operazioni di acquisto o prelievo più rilevante, ma è possibile attivare sino a 11 ulteriori tipologie di notifica opzionale, come ricevere automaticamente un messaggio periodico del saldo della carta o essere avvistai per ogni bonifico in ingresso, il costo del servizio è di €2 al mese.

Soldi

Carta Ricarige

La carta prepagata riCarige con IBAN è emessa da Banca Carige, possono richiederla solo i maggiorenni, il circuito della carta è Visa Electron, la validità della carta è di 5 anni, il plafond della carta è di € 10000. Ma si legge nel prospetto informativo della carta che a partire da gennaio 2011 il plafond potrà essere alzato a €20000. Il costo di rilascio della carta è di €5, il canone mensile è di €1 ma si azzera per chi ha meno di 29 anni, e per tutti nel mese in cui viene effettuato un accredito come ricarica , bonifico, accredito stipendio superiore a 250 euro.
Con la carta è possibile fare acquisti su internet nei negozi convenzionati con il circuito della carta, per acquisti tramite POS in valuta Euro non si pagano commissioni, per acquisti in valuta diversa dall’Euro la commissione è del 2%.
Mentre sono vietate operazioni come prenotazione alberghiera o noleggio auto. Sempre nel corso del 2011 saranno attivate altre funzionalità come la domiciliazione delle bollette.

Come ricaricare Ricarige.

La prima ricarica contestuale all’acquisto della carta è gratis, le successive ricariche costano €2,50 in contanti o con addebito su conto corrente presso agenzie della banca. Da ATM del gruppo con carta bancomat emessa dalla banca €1. Tramite internet banking per i clienti della banca o altra prepagata Ricarige €0,50.
La ricarica minima è di €10. La ricarica massima è di €5000 per la versione con IBAN.
La ricarica può essere effettuata, anche da terzi rispetto al titolare:

Presso le filiali della Banca in contanti o con addebito su conto corrente.
Tramite ATM della Banca utilizzando carta bancomat emessa dalla Banca.
Tramite internet addebitando conto corrente acceso presso la Banca o altra carta Ricarige.
Tramite bonifico disposto a favore della carta stessa.
Come prelevare con la carta prepagata Ricarige.

E’ possibile prelevare presso le filiali del grupppo Carige al costo di €3, da ATM del gruppo senza costi, da altre banche ATM zona Euro €2, da ATM altre banche in valuta diversa al costo di €4, più la commissione del 2% per operazione in valuta diversa dall’Euro.
Il limite di prelievo giornaliero è di €500, mensile €5000.

Costo bonifici per la carta prepagata Ricarige con codice IBAN.

Il costo per effettuare bonifici con la carta prepagata Ricarige con IBAN è di €2,25 in filiale per bonifico stessa banca, in filiale per bonifico altre banche €3,75, da internet per bonifico stessa banca €0,50, da internet per bonifico altra banca €1.

Blocco per furto o smarrimento Ricarige.

Per richiedere il blocco della carta a seguito smarrimento non vengono applicate commissioni,non ci sono commissioni nemmeno per estinzione o rimborso della carta. La richiesta di riammissione o sostituzione della carta costa €5. il numero della banca per richiedere supporto è stampato sul retro della carta, il numero per richiedere il blocco della carta a seguito di smarrimento è 800.822.056.

Gli altri contatti sono disponibili in questa guida sul servizio clienti di Carige presente su Numeriassistenzaclienti.net.

Consultare saldo e movimenti della carta Ricarige.

Risulta essere possibile consultare il saldo e movimenti della carta prepagata via internet e da ATM della banca senza costi.

Lavoro

Come Funziona il Job Sharing

Finora abbiamo imparato a condividere l’utilizzo della macchina o della bicicletta, ma non tutti sanno che è consentita anche la condivisione del posto di lavoro. Anzi, l’eventualità ben presto potrebbe diventare familiare, complici le solite difficoltà occupazionali. Il cosiddetto job sharing o contratto di lavoro ripartito, a dire il vero, è stato introdotto in Italia qualche anno fa, ma si tratta di una forma di impiego ancora non particolarmente diffusa, sebbene in espansione.

Negli Stati Uniti e in altri Paesi europei, invece, si è già affermato in modo significativo. In sostanza, con il job sharing due persone occupano la stessa posizione lavorativa all’interno dell’azienda. Infatti, non è altro che un contratto di lavoro subordinato tra il datore di lavoro e due (o più) lavoratori, che dal punto di vista strettamente giuridico assumono in solido l’obbligazione di eseguire la prestazione lavorativa (anche se in alcuni ordinamenti è prevista la responsabilità individuale). In pratica, sono liberi di organizzarsi nell’espletamento della prestazione, a cominciare dalla suddivisione dell’orario di lavoro. Naturalmente, nel caso uno dei due non possa svolgere la sua parte, l’altro è tenuto a sostituirlo.

Un paio di anni fa è stata Luxottica a testare il job sharing con un modello a spiccata vocazione “familiare” e quasi con valenza di welfare, in grado cioè di tutelare il reddito della famiglia del proprio dipendente sfruttando la capacità dei suoi componenti più “deboli” dal punto di vista lavorativo. E quindi consentendo la condivisione del posto tra dipendente e coniuge in difficoltà (disoccupato o in cassa integrazione), tra dipendente e un figlio vicino alla conclusione degli studi o tra dipendente impossibilitato a lavorare e coniuge o figlio senza lavoro. Insomma, un job sharing praticamente imposto dalla crisi economica e occupazionale.

Nel nostro Paese il ricorso al contratto di lavoro ripartito, in effetti, potrebbe sempre più assumere significato e imporsi in virtù (o in conseguenza) dei drammatici indici di disoccupazione. Ma altrove, in Germania ad esempio, il lavoro ripartito è la formula che si utilizza nella sua logica originaria, cioè quella che consente soprattutto alle donne di conciliare il loro legittimo percorso professionale con altrettanto legittimi impegni familiari.
Molto difficile calcolare l’evoluzione del destino del job sharing in Italia, dipendente probabilmente anche dal definitivo cambio di rotta culturale sul lavoro, sempre più intimamente connesso alla flessibilità. Apparentemente sembra una forma contrattuale priva di effetti collaterali, semmai con qualche difetto. Certo, è innegabile che ripartirsi il posto di lavoro significa essenzialmente anche ripartirsi lo stipendio. Si guadagna meno, quindi, ma si riesce a fare altro.

Lavoro

Scrivere per Lavoro – Consigli Utili

La parola scritta non fa parte del lavoro di tutti. Spesso però la capacità di elaborare dei testi scritti rientra tra i requisiti che vengono richiesti in fase di selezione, quasi a dimostrare che essa non ha perso il suo potere.

La scrittura per il business – e in questo le professioni che hanno a che vedere con i social media e il Web probabilmente hanno avuto un ruolo fondamentale – è cambiata rapidamente, anche per chi svolge dei ruoli in ambito risorse umane.
Ogni giorno i selezionatori devono realizzare nuove job description, descrizioni della propria azienda, email per i candidati in merito alle posizioni aperte, compilare form sui siti per il recruiting online, scrivere sul sito aziendale testi che possano aumentare l’employer branding e contribuire a delineare la corporate culture.
Un selezionatore oggi non può più sottrarsi alla pratica della scrittura, soprattutto quando si parla di annunci di lavoro; gli torneranno utili allora questi consigli.
parlate direttamente con il lettore, mentre scrivete i vostri annunci, evitate espressioni come “il candidato ideale” o “il candidato perfetto” perché potrebbero portare anche il migliore tra loro a domandarsi se davvero è tagliato per quel ruolo, scoraggiandone la candidatura. Usate il tu, rivolgendovi direttamente al lettore e soffermatevi piuttosto sulla descrizione di ciò che i candidati faranno nello svolgimento del loro lavoro;
siate chiari, più tempo e precisione impiegherete nel descrivere i dettagli della posizione, più eviterete candidature fuori ruolo e più tempo avrete durante il colloquio per approfondire le questioni;
non esagerate, quando un lavoro sembra troppo bello per essere vero… beh, generalmente non lo è! Non confondete le idee ai candidati nascondendo loro la vera natura del ruolo e viceversa provate a suggerire una chiave di lettura diversa. Un esempio? Se state cercando una segretaria part-time, non serve che lo definiate il lavoro più bello del mondo, ma potrete sottolinearne gli aspetti positivi per una mamma che lavora.
un pizzico di originalità, concentratevi su una nicchia o una specialità. Ci sono migliaia di blogger oggi e scrivere tutti riguardo la stessa cosa non è il modo migliore per emergere. Scrivete di ciò che conoscete bene; se non sarà così, la gente se ne accorgerà.

Lavoro

Come non Litigare con il Capo – Consigli Utili

Il lavoro tutti i giorni ci pone di fronte a sfide e problematiche diverse, soprattutto dal punto di vista dei comportamenti e delle abitudini: dalla necessità di avere un atteggiamento positivo, a quella di gestire il rapporto coi colleghi, alla difficoltà di organizzare le attività per una migliore quotidianità, fino a a quella di confrontarsi quotidianamente con il proprio capo e i superiori.

Lavorare per qualcuno che non ci piace, per cui non proviamo simpatia è senza dubbio una delle cose più difficili; ma, nonostante questo, si può trasformare in una grande esperienza di apprendimento se si sceglie di affrontarla in maniera costruttiva.
Ecco quattro motivi per non litigare con il capo anche quando ci è antipatico.

Conoscere se stessi
Analizzare i motivi di un rapporto difficile, se non conflittuale, con i propri superiori ci può aiutare a capire alcune cose di noi stessi, a conoscerci più a fondo. Provate a farvi queste domande:

Perché non vado d’accordo con questa persona?
Che tipo di valori vengono messi in discussione?
In che modo ho contribuito alla situazione? (ebbene sì, non è possibile evitare questa domanda!)
Come vorrei essere trattato da un capo?
Ho forse delle aspettative troppo alte nei suoi confronti?
Che tipo di leader sarei io?

Praticare il distacco
Diciamolo, nel lavoro incontreremo sempre persone poco simpatiche, poco preparate, superficiali o che non incontrano le nostre aspettative. La cosa più difficile da mandare giù è che, diversamente dalla vita privata, nel nostro lavoro non sempre possiamo scegliere con chi avere a che fare. Per questo, è di fondamentale importanza praticare il distacco, ossia la capacità di scindere la vita e le scelte personali da quelle professionali. E con la pratica riuscirà sempre meglio.

Saggezza per il futuro
Dopo aver lavorato per qualcuno che non ci piace, saremo più bravi in futuro a capire chi abbiamo di fronte. Quando saremo a colloquio, potremo anche noi mettere alla prova chi ci parla, perché avremo attivati i “ricettori del pericolo”. In sostanza, avendo conosciuto da vicino gli atteggiamenti che ci infastidiscono sul posto di lavoro, sapremo riconoscerli con più facilità e eventualmente evitarli.

Ogni problema è un’opportunità
In effetti questo consiglio può apparire il contentino finale, ma è bene, nel senso di positivo, per il nostro lavoro quotidiano pensare che confrontarsi con un capo che non sopportiamo è anche una grande opportunità. Avremo la possibilità di sperimentare la nostra capacità di adattamento, di cambiare il modo di approcciarci alle persone, di provare a cambiare le cose, adottando qualche strategia e mettendoci così alla prova.