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Come Aprire Negozio di Acquari

Stai pensando di avviare un negozio di acquari? L’acquariofilia è una cosa molto comune e popolare nelle persone e quindi per un commerciante che ci sa fare può veramente diventare una commercio molto redditizio, con determinazione, creatività e denaro potrai in pochissimo tempo realizzare un bel profitto. Ecco come impostare la proria attivatà da casa.

La ricerca è la chiave del successo. Studia bene dove potresti collocare il tuo negozio, il prezzo dei tuoi pesci, che tipo di pesci vuoi vendere, questo in modo tale da iniziare a contattare degli allevatori di riferimento. Puoi anche decidere se vuoi tu stesso allevare i tuoi pesci, l’allevamento dei pesci d’acquario è uno di quei passi per diventare un esperto di acquari.

Prima di aggiungere costosi pesci tropicali è necessario iniziare con pesci più facili da mantenere e da far riprodurre, quando sarai riuscito a mantenere una popolazione stabile allora passerai ad altri pesci. Fai una grande scorta di cibo e di farmaci. Pesci provenienti da allevatori che ancora non conosci potrebbero essere malati; se vedi segni di malattie togli subito il pesce e mettilo in una vasca ospedale.

Gestisci tu stesso i tuoi pesci. Mantenere i pesci felici e sani attirerà i tuoi clienti e aiuterà il tuo commercio. Mantenere i pesci sani può essere una sfida e comporta le seguenti attività: pulizie e cambi d’acqua regolari, regolare manutenzione dei filtri dei serbatoi, poppate regolari, riconoscere i comportamenti strani dei pesci. Molti problemi derivano dalla qualità dell’acqua quindi sappi che sarà una lotta continua col il ph dei serbatoi. Una volta che hai la quantità di pesci che desideri apri il tuo negozio assicurandoti di avere tutti i permessi necessari.

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Come Gestire Contabilmente il Contratto di Factoring

Tra le diverse forme di cessione dei crediti una delle più diffuse è senza dubbio il contratto di factoring, ovvero quella operazione mediante la quale l’impresa trasferisce i crediti commerciali ad una società di factor, che si assume l’impegno della loro riscossione e, talvolta, ne garantisce anche il buon fine. Premesso che tale tipologia di contratto può presentarsi secondo due diverse connotazioni, con la presente guida ti spiego come effettuare la contabilizzazione di tutte le operazioni connesse a tale cessione del credito, contabilizzazione che non viene oltremodo influenzata dalle diverse caratteristiche che possono connotare ogni singola fattispecie.

l factoring consiste sostanzialmente in un’operazione di carattere finanziario mediante la quale è consentito al creditore di anticipare i flussi di cassa generati dalle vendite a credito. Ciò nondimeno, in determinate circostanze, la cessione de qua può assumere le connotazioni di una vera e propria attività di servizio prestata dal cessionario e finalizzata alla gestione dell’attività di incasso di crediti che un’azienda decide di affidare a terzi (ad esempio, per carenza di risorse interne, per risparmiare sui costi di gestione, ecc.).

Questa guida si propone lo scopo di insegnarti a contabilizzare le scritture connesse al factoring, scritture che risentono solo in parte della caratteristica pro soluto ovvero pro solvendo del contratto sottostante, relativamente al quale è possibile vedere questa guida sul contratto di factoring su Dirittofacile.net. Ciò in quanto ai fini contabili assume maggiore rilevanza la perdita della disponibilità dei crediti rispetto alla permanenza dei rischi di insolvenza in capo al cedente. Per questo motivo i crediti oggetto di cessione vanno eliminati dalla contabilità del cedente, come se fossero sostanzialmente stati incassati.

Da un punto di vista meramente descrittivo, quindi, nel caso in cui l’operazione di factoring esaminata viene effettuata con finalità di puro finanziamento, all’atto della sua effettuazione devi predisporre le seguenti registrazioni contabili: – variazione in diminuzione dei crediti conseguente alla cessione; come contropartita devi contabilizzare il credito verso la società di factoring nonché la “minusvalenza” connessa al minor prezzo di cessione rispetto al valore di carico dei crediti oggetto di cessione. In alternativa alla rilevazione in un’unica soluzione della minusvalenza è possibile una rateazione della minusvalenza in funzione della durata del finanziamento ottenuto; con tale impostazione tratterai la minusvalenza come parte integrante del costo per interessi del finanziamento; – incremento dei mezzi liquidi conseguente all’incasso del finanziamento dalla società di factoring; come contropartita devi registrare l’estinzione del credito verso la società di factoring; – nel momento in cui la società di factoring incassa i crediti dai clienti ceduti non è necessario effettuare registrazioni contabili da parte del cedente; se però erano previsti scarti a garanzia della “genuinità” dei crediti ceduti gli scarti medesimi saranno rimborsati dal factor dopo l’incasso e conseguentemente dovrai provvedere alla relativa contabilizzazione.

Se invece l’operazione di factoring non ha finalità finanziarie, ma viene effettuata solo per affidare al factor la gestione dei crediti, il credito verso i clienti viene sostituito dal credito verso il factor e l’incasso di questo credito avviene solo dopo la scadenza ovvero l’incasso dei crediti ceduti. Come accennato in premessa vi sono diverse modalità secondo le quali può avvenire la cessione dei crediti nei confronti della società di factoring. Nel caso in cui i crediti vengono ceduti senza la possibilità di esercitare l’azione di regresso (pro-soluto), il rischio di insolvenza è trasferito al cessionario. Ai fini della rappresentazione in bilancio, i crediti ceduti secondo tale modalità vanno rimossi dal bilancio e la differenza tra il valore nominale dei crediti ceduti e il valore ceduto costituisce un componente negativo del reddito.
Le scritture contabili che devi effettuare sono le seguenti (si ipotizza l’accredito immediato del 90% del valore dei crediti ceduti, al netto delle commissioni e degli interessi, nonché l’accredito del restante 10% alla scadenza originaria del credito ceduto): Alla data scadenza devi effettuare la scrittura di accredito della quota (ipotizzata pari al 10%) trattenuta dal factor a garanzia del buon esito dell’operazione. Banca X c/c a Crediti v/factor 1.000

I crediti ceduti pro-solvendo vengono, in genere, eliminati dal bilancio di esercizio e sostituiti con (i) l’anticipazione ricevuta e (ii) con il credito nei confronti del factor per la differenza tra il valore nominale del credito ceduto e l’anticipazione ottenuta. Nei conti d’ordine dovrai, altresì, riportare le scritturazioni afferenti il rischio di regresso mentre nel conto economico devi imputate le commissioni passive addebitate dalla società di factoring. Ti propongo il seguente esempio in cui viene ipotizzata la stipula di un contratto di factoring, per la cessione pro-solvendo di crediti per € 20.000; l’accredito immediato del 90% del valore dei crediti ceduti nonché il concomitante addebito delle commissioni per € 400 e degli interessi di € 1.600.

Nel momento in cui viene stipulato il contratto devi fare la seguente scrittura: Crediti v/factor a Creditiv/clienti 20.000 All’atto dell’incasso del 90% del valore dei crediti ceduti devi,invece, procedere come segue: Alla data scadenza devi effettuare la scrittura di accredito della quota (ipotizzata pari al 10%) trattenuta dal factor a garanzia del buon esito dell’operazione. Banca X c/c a Crediti v/factor 2.000

Nel caso di crediti mandati all’incasso il factor assume semplicemente l’onere di curare l’incasso del credito alla scadenza, per cui i crediti non devono essere rimossi dal bilancio fino all’avvenuto incasso e vengono unicamente sostituiti dal credito verso il factor. Le scritture che devi eseguire in questo caso sono le seguenti: a) all’atto della stipulazione del contratto di factoring, senza accredito anticipato dell’importo ma con l’addebito delle relative commissioni Crediti v/factor a Crediti v/clienti 20.000 Commissioni passive su factoring a Banca X c/c 250 b) nel momento dell’incasso dei crediti alla scadenza Banca X c/c a Crediti v/factor 20.000

Lavoro

Telelavoro – Vantaggi e Svantaggi

Il telelavoro rappresenta una fonte di guadagno ormai per diverse persone, grazie ad Internet infatti il web offre e propone diverse possibilita’ a chi vuole trovare lavoro con Internet da casa.Sono subito chiari: niente stress relativo agli spostamenti, agli orari, azzeramento di spese per quanto riguarda il vitto o spesso anche l’alloggio, un’autonoma organizzazione della giornata di lavoro ed assorbimento parziale dei costi.

Il tele lavoro è innanzitutto una forma di lavoro a distanza, con cui il lavoratore presta la sua opera completamente, oppure anche solo part time, al di fuori dei confini fisici e logistici del luogo di lavoro.
Egli lavora normalmente, da casa propria in genere, attraverso l’ausilio di mezzi informatici e telematici (PC connesso a internet, solitamente è questa l’attrezzatura di base per lavorare online a distanza).
Le controindicazioni sono dati dai disagi, spesso solo iniziali, di dover affrontare un nuovo lavoro con Internet che allunga i tempi di apprendimento, contatti con referenti solo virtuali, distrazioni, distanza tra datore di lavoro e lavoratore.

Diventa fondamentale capire che in questa circostanza, tu diventi il vero capo di te stesso, quindi per affrontare al meglio il telelavoro ti devi organizzare con degli orari, con degli obiettivi, fissare delle piccole mete quotidiane da raggiungere, devi avere un forte carattere ed essere molto determinato nel sapere gestire il tuo tempo e soprattutto nello svolgere seriamente il lavoro.

Spesso in Internet si cercano figure come persone per inserimento dati, consulenze informatiche, web content, tutte figure che sfruttano le molteplici possibilita’ che il web ha da offire, dai programmi di messaggistica stantanea alle reti aziendali, dalle mail alle video conferenze, senza dimenticare il vopi.
Solitamente per iniziare il datore di lavoro richiede che tu sia in possesso di una connessione ad Internet e di alcune conoscenze relative alla richiesta di lavoro che andrai a svolgere.

Anche in questo caso, come in tutti i lavori, non dimentichiamo di vagliare con cura che la proposta sia seria,certo, non è sempre facile, ma è sempre piu’ facile oggi giorno, grazie anche ai feed, ai forum, blog, prendere informazioni riguardo al datore di lavoro.

I vantaggi sono subito chiari: niente stress relativo agli spostamenti, agli orari, azzeramento di spese per quanto riguarda il vitto o spesso anche l’alloggio, un’autonoma organizzazione della giornata di lavoro ed assorbimento parziale dei costi.
Le controindicazioni sono dati dai disagi, spesso solo iniziali, di dover affrontare un nuovo lavoro con internet che allunga i tempi di apprendimento, contatti con referenti solo virtuali, distrazioni, distanza tra datore di lavoro e lavoratore.

Diventa fondamentale capire che in questa circostanza, tu diventi il vero capo di te stesso, quindi per affrontare al meglio il telelavoro ti devi organizzare con degli orari, con degli obiettivi, fissare delle piccole mete quotidiane da raggiungere, devi avere un forte carattere ed essere molto determinato nel sapere gestire il tuo tempo e soprattutto nello svolgere seriamente il lavoro.
Spesso in internet si cercano figure come persone per inserimento dati, consulenze informatiche, web content, tutte figure che sfruttano le molteplici possibilità che la rete ha da offrire, dai programmi di messaggistica istantanea alle reti aziendali, dalle mail alle video conferenze, senza dimenticare il voip (pensiamo a Skype).

Solitamente per iniziare il datore di lavoro richiede che tu sia in possesso di una connessione ad internet e di alcune conoscenze relative alla richiesta di lavoro che andrai a svolgere.

Anche in questo caso, come in tutti i lavori, non dimentichiamo di vagliare con cura che la proposta sia seria.
Certo, non è sempre facile, ma è sempre piu’ facile oggi giorno, grazie anche ai feed, ai forum, blog, prendere informazioni riguardo al datore di lavoro.

La disciplina del telelavoro in Italia

Il telelavoro è regolato dall’accordo quadro europeo sul telelavoro del 16/07/2002.

Secondo tale accordo, il lavoro a distanza può essere svolto solo con un accordo volontario, individuale o collettivo, tra i telelavoratori e l’azienda.

Inoltre le spese di installazione, manutenzione e riparazione degli strumenti informatici sono a carico del datore di lavoro, inclusi tutti i costi di fornitura e di supporto tecnico necessari allo svolgimento del lavoro (come ad esempio la connessione ad internet).
L’azienda datrice di lavoro deve inoltre attuare le misure opportune per prevenire l’isolamento del lavoratore da casa, e per tutelarne la salute e la riservatezza.

Chi presta telelavoro ha gli stessi diritti degli altri lavoratori in termini ad esempio di attività sindacali e accesso alla formazione.

Chi lavora da casa invece deve aver cura degli strumenti di lavoro, informando l’azienda in caso di guasti. Deve inoltre evitare ogni utilizzo illegale dell’apparecchiatura, e seguire scrupolosamente le linee guida aziendali in materia di sicurezza dei dati e delle trasmissioni online.

Chi presta un lavoro on line da casa può organizzare in autonomia il tempo di lavoro, tenendo presente che i carichi di lavoro non cambiano rispetto a quelli assegnati nei locali dell’azienda.
Lo Statuto dei Lavoratori si applica anche al lavoro da casa, per cui è illegale utilizzare webcam o software per controllare la produttività del lavoratore.

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Come Calcolare il Guadagno di un’Opzione Call

L’Opzione Call è un particolare tipo di strumento derivato che consente di acquistare in una data futura (scadenza) uno specifico sottostante ad un determinato prezzo fissato a pronti, ovvero alla data di stipulazione del contratto. Ovviamente tutto ciò avviene dietro pagamento di una commissione. Vediamo come decidere se conviene esercitare o non esercitare l’opzione a scadenza.

Quando si acquista una Opzione Call si acquista il diritto di decidere se acquistare o meno (ad un prezzo fissato alla data di acquisto dell’opzione) un sottostante, alla scadenza o entro la data di scadenza (ciò dipende dalla tipologia di azione, Americana o Europea). Esistono molti tipi di sottostanti diversi: commodities, azioni, valuta ecc.

Quando si compra un’Opzione Call si paga al venditore un premio. Di fatto chi acquista l’opzione è convinto che il sottostante aumenterà di valore nel tempo mentre chi vende ritiene che il valore del sottostante diminuirà o crescerà per un importo inferiore al premio pagato dall’acquirente dell’opzione. Facciamo ora un esempio per chiarire quando è conveniente per l’acquirente esercitare l’Opzione Call.

Un soggetto “A” acquista una Opzione Call su 100 Azioni della compagnia “Z”. L’opzione prevede la facoltà per l’acquirente di acquisire a scadenza tali azioni pagando € 1000 al Venditore. Il premio è fissato ad € 50 che vengono corrisposti al momento della Stipula. A scadenza Il valore delle Azioni è € 1100. L’acquirente avrà convenienza ad esercitare l’Opzione poiché potrà acquistare le azioni che valgono € 1100 ad €1000. Se il valore a scadenza fosse stato € 900 non avrebbe invece esercitato l’opzione poiché avrebbe pagato € 1000 per acquisire azioni aventi valore pari a € 900. Di fatto quindi conviene esercitare l’opzione quando a scadenza il prezzo fissato per l’acquisto del sottostante nel contratto è inferiore al valore del sottostante.

In alcune situazioni si possono avere perdite pur essendo conveniente esercitare il diritto di acquisto dell’opzione. Se nel caso prima esposto il valore a scadenza fosse stato € 1025 esercitando l’opzione avrei ridotto le perdite che avrei avuto qualora non avessi esercitato l’opzione (ovvero € 50 di premio pagati al venditore dell’opzione come premio al momento della stipula) a 25 euro.

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Indici di Borsa da Conoscere

Gli indici rappresentano l’andamento (al rialzo o al ribasso) dei titoli facenti parte del paniere cui fanno riferimento.

Il peso che ciascuna azione ha sul paniere dipende dal rapporto tra capitalizzazione del singolo titolo e capitalizzazione complessiva del paniere che costituisce l’indice e periodicamente viene rivalutato.

I valori dell’indice vengono aggiornati minuto per minuto, durante ogni seduta di Borsa.

Mibtel
Il Mibtel è il più importante indice di Borsa, in quanto rappresenta l’andamento di tutte le azioni quotate.

Il valore base, alla data di partenza, era di 10.000 punti.

Il valore viene aggiornato, di minuto in minuto, sulla base dei prezzi ufficiali degli ultimi contratti conclusi.

Per il calcolo del Mibtel, alla fine di ogni giornata borsistica, si considera l’ultima quotazione registrata da ciascun titolo. La sua variazione percentuale giornaliera, evidenzia la differenza degli ultimi prezzi registrati nella giornata di riferimento, (al rialzo o al ribasso), rispetto alla giornata precedente.

Lo stesso indice, in After Hour si chiama Mibtel-s.

Mib30
Risulta essere l’indice rappresentativo dei primi trenta titoli (facenti parte del Listino Ufficiale) emessi da società ad alta capitalizzazione. La composizione di tale paniere titoli viene aggiornata ogni sei mesi (a marzo e a settembre), con il calcolo della capitalizzazione media (su base semestrale) di ciascuno.

Il valore base del Mib30, alla data di partenza, era di 10.000 punti.

Durante la seduta di Borsa viene calcolato ogni minuto, come media dei prezzi dell’ultimo contratto concluso per ogni titolo (procedura di fixing).

Il valore finale del Mib30 viene calcolato prendendo in considerazione i prezzi di chiusura, realizzati da ognuno dei trenta titoli di riferimento.

Midex
Rappresenta l’andamento delle venticinque azioni di società a media capitalizzazione (quotate su Borsa Italiana) immediatamente successive (in ordine di capitalizzazione media) a quelle del Mib30.

La composizione dell’indice viene rielaborata ogni sei mesi (come per il Mib30).

Il valore base era 10.000 punti.

Durante la seduta di Borsa i prezzi vengono calcolati minuto per minuto, in base al prezzo dell’ultimo scambio concluso per ciascun titolo (come per il Mib30).

Numtel
Rappresenta l’andamento delle azioni quotate sul Nuovo Mercato.

Risulta essere calcolato giornalmente sulla base dei prezzi degli ultimi contratti conclusi per ciascuna azione.

Il valore base era di 1.000 punti.

La composizione del paniere è aggiornata in corrispondenza dell’emissione di nuove azioni sul Nuovo Mercato. I pesi che ciascun titolo ha sul paniere vengono aggiornati quattro volte all’anno