Soldi

Come Disabilitare i Servizi Telefonici non Richiesti

Quando ci arriva una bolletta telefonica è sempre bene controllare con cura tutte le voci che ci stanno facendo pagare, perchè spesso,purtroppo, i gestori telefonici ci fanno pagare servizi non richiesti, per esempio la segreteria telefonica, o l’avviso di chiamata.

Purtroppo alcuni gestori ci attivano, come se fosse in default, dei servizi che loro considerano essenziali ma che a noi non servono e che non abbiamo mai richiesto, e questi servizi sono a pagamento, anche se si tratta di pochi euro, comunque devono poi essere pagati, e sommati tutti insieme raggiungono una spesa che a fine anno potrebbe farsi sentire.
La prima cosa da fare, se si è soggetti ad una cosa del genere, è contattare il call center della compagnia telefonica per chiedere la disattivazione di tutti i servizi non richiesti che ci vengono addebitati in bolletta.

Per essere sicuri che questi ci vengano disattivati, è sempre meglio inviare anche un reclamo scritto, spiegando che tali servizi non sono stati mai da noi richiesti e che pertanto ne richiediamo la disattivazione immediata.

Per riottenere il denaro che ci hanno indebitamente fatto pagare, bisogna inoltrare una raccomandata con ricevuta di ritorno, specificando la nostra utenza, il fatto che ci sono stati addebitati costi per servizi non richiesti e quindi desideriamo riavere indietro il denaro.

Si può inoltrare lo stesso reclamo anche all’Agcom, Autorità garante per le Comunicazioni, che fornisce un modulo specifico scaricabile dal sito Agcom.
Il modulo può essere trasmesso per mezzo posta elettronica.

Lavoro

Lavoro non Retribuito – Consigli Utili

Lavorare gratis è ormai diventata un’usanza abituale nel nostro Paese. Molti personaggi dello spettacolo hanno iniziato così, ma fuori da quel mondo patinato ve n’è un altro, che prima non era soggetto al lavoro gratis. Ma negli ultimi anni le cose sembrano essere decisamente cambiate.
Numerosi insegnanti, alle prime esperienze, sono disposti a lavorare gratuitamente in scuole private, con la speranza di un’assunzione in esse, o di acquisire punti per poi aspirare a cattedre nelle scuole pubbliche. Numerosi neolaureati sono disposti a lavorare come stagisti gratuiti in società che gli permettono di fare esperienza, imparare funzioni, o acquisire punti per una possibile assunzione.

Gli stage gratuiti si sono ora allargati non soltanto in campo privato, da sempre dominato dal praticantato gratuito, come gli studi degli avvocati o dei commercialisti, che offrono al praticante la possibilità di fare esperienza, naturalmente a titolo gratuito, ma anche in campo pubblico ormai, dove ministeri e altri enti pubblici offrono stage di formazione, per ricoprire funzioni con personale non retribuito, con la scusa di formare l’individuo per un impiego futuro.
Lavorare gratis essenziale per i posti pubblici

Lavorare gratuitamente è senza dubbio stressante, perché spesso si può pensare che la fatica sostenuta non sarà mai premiata.
Purtroppo però se si vuole sperare alla carriera di insegnate, è spesso tappa obbligata fare esperienza anche con salari molto bassi, nelle scuole private, in modo da acquisire le competenze essenziali per avere anche solo la speranza di poter insegnare in una scuola pubblica, speranza che si affievolisce sempre più visti gli ultimi tagli all’istruzione.

Per i concorsi pubblici vale lo stesso discorso, in quanto gli stage gratuiti presso gli enti pubblici fanno acquisire crediti e titoli che possono aumentare i punteggi ai concorsi.
Senza tali titoli sarebbe ancora più impossibile vincere un concorso pubblico, ed anche in questo caso il lavoro gratuito rende un po’ meno lontana la speranza di acquisire un posto fisso.

Per quanto riguarda i ricercatori universitari, la situazione è ancora una volta analoga. Spesso si accettano dottorati di ricerca non retribuiti, anche lontani dalla propria città, e quindi sostenendo da solo ingenti spese per il proprio mantenimento, solo per la speranza di essere assunto nell’apparato universitario in futuro, speranza non molto reale, visti sempre i tagli, e che potrebbe trasformarsi in un incubo quando superati i 35 anni ci si ritrova senza salario e senza lavoro.

Di questi tempi la crisi morde e la disoccupazione incalza. Ergo il numero di persone dispose a svendersi per un posto di lavoro cresce. Per i giovani che si affacciano sul mercato del lavoro sembra esserci una vera e propria asta al ribasso: ‘Sei disposto a lavorare a 500 euro al mese? No? Non fa niente, dietro la porta ho una fila di gente che si accontenta anche di lavorare gratis con la promessa che un giorno sarà regolarizzata.
I datori di lavoro la chiamano ‘esperienza’. Sarebbe più corretto il termine ’sfruttamento’. Fra l’altro chi accetta di lavorare gratis, oltre a sfregiare la propria dignità professionale, contribuisce a fare in modo che il lavoro si svaluti sempre di più e che sia sempre meno pagato.

Le soluzioni sono sempre le solite, e cioè obbligare le aziende a fornire un salario, anche se minimo, ad ogni persona che lavora in azienda, a qualsiasi titolo. Ma se il primo a dare il cattivo esempio è lo Stato? Forse la riforma del lavoro gratuito dovrebbe partire dall’alto, obbligando tutte le società, statali o private a formare il personale non a titolo gratuito, ma concedendo un salario, anche se piccolo, ed inoltre trasformando il miraggio dell’assunzione in una reale opportunità per eliminare le frustrazioni dei giovani lavoratori.

Soldi

Come Risparmiare con l’Usato

Per cercare di risparmiare sui propri acquisti è possibile acquistare molti prodotti già usati, ovvero di seconda mano, come per esempio libri oppure auto; a fare questo tipo di acquisti, inoltre, non è necessariamente solo chi si trova in ristrettezze economiche.

Ormai è molto diffusa la moda di andare al mercatino dell’usato anche per l’acquisto di capi d’abbigliamento; in questi casi capita spesso di trovare abiti che, pur essendo di seconda mano, hanno ancora l’etichetta attaccata.

Secondo quanto riscontrato da un’indagine della Camera di Commercio di Milano, il fenomeno di acquistare vestiti di seconda mano, è cresciuto nei primi tre mesi del 2010 del 3,7%, sembra inoltre che non vi sia una tipologia di abiti preferiti per gli acquisti di seconda mano e che si spazi dal classico allo sportivo fino ai vestiti per bambini.

Gli esercizi commerciali che si cimentato nel mercato dell’usato, sono circa 3400 divisi su tutto il territorio italiano e gli articoli in vendita spaziano dai dischi in vinile, ai mobili, i libri, elettrodomestici e, appunto, vestiti.

Il maggior numero di questi negozi si concentra in Lombardia con il 14,4% del totale seguita dal Lazio, a livello provinciale, invece, al primo posto c’è Roma con l’11,2% del totale, seguita da Milano e Napoli.

Quel che è certo è che, acquistando in questi negozi, si potrà ottenere un notevole risparmio, ovvio che si dovrà sempre stare attenti alla qualità della merce acquistata ma, per chi volesse un armadio pieno senza spendere eccessivamente, quella dell’usato è certamente un ottima soluzione.

Lavoro

Trovare Lavoro con la Crisi

La crisi economica sta rendendo sempre più difficile trovare un impiego. Ma, anche in questo periodo si può trovare un lavoro, ecco dei consigli semplici che possono darci una mano. Per prima cosa, bisogna osservare quali settori non sono particolarmente colpiti, di conseguenza più facilitati ad assumere gente nuova. In ogni caso, un’azienda che non possa permettersi di assumere personale per un lungo periodo potrebbe comunque aver bisogno di noi per un periodo più breve, è un’opzione da considerare.

Una cosa molto importante è avere bene in mente non solo i nostri titoli di studio, ma anche le nostre abilità e preferenze, che magari sembrano esulare dall’ambito prettamente lavorativo, ma potrebbero comunque essere interessanti per chi ci volesse assumere.

Altra cosa, non basarsi unicamente sugli annunci di lavoro che si possono trovare sui giornali locali: oggi anche Internet offre delle possibilità. E rispolverando le vecchie conoscenze, chissà che non salti fuori qualcuno che possa darci una mano nella nostra ricerca.

Importante è essere sempre informati riguardo alle aziende cui ci si intende proporre, una ditta che stia licenziando personale forse potrebbe aver bisogno di qualcuno in sostituzione, ma è più facile trovare un lavoro sicuro in aziende che non hanno mai adottato questa politica. I curriculum vanno pensati in base all’azienda cui ci vogliamo presentare, per colpire maggiormente la sua attenzione e fare capire che siamo proprio noi quelli di cui ha bisogno.

Molto importante è anche la lettera di presentazione, che spesso non viene personalizzata nel modo giusto. Come punto di partenza è possibile utilizzare il modello presente su questo sito in questa pagina. Il documento deve però essere personalizzato i base all’azienda e al tipo di posizione per cui ci si candida.

Soldi

Come Dividere le Spese Condominiali

Gli articoli che vanno dal 1117 al 1139 del codice civile disciplinano tutto ciò che riguarda i condomini, all’interno di questi articoli si parla infatti di varie regole di cui si dovrebbe tener conto nei condomini e del modo in cui è doveroso dividere le spese per tutti gli abitanti.

Bisogna prendere in esame alcuni elementi fondamentali per la suddivisione delle spese, quali possono essere la superficie dei locali , l’uso che si fa dell’abitazione o dell’ufficio, in quale piano si è ubicati.

Per determinare la percentuale di pagamento a cui ognuno deve sottoporsi è utile stabilire una tabella millesimale nella quale il valore dell’edificio è per convenzione stabilito uguale a 1000 e viene ripartito in parti millesimali per ogni condomino che in questo modo saprà la percentuale precisa dei pagamenti a cui deve sottoporsi.
Questa tabella deve naturalmente ben rappresentare tutti gli abitanti del condominio, senza trascurare nessuna delle varianti che abbiamo sopra indicato.

Per determinare la spesa occorre solo dividere la spesa per mille e moltiplicarla per ciascuna unità immobiliare. Se vi sono 3 unità immobiliare, che hanno per esempio un valore di 400, 400 e 200, e c’è una spesa di 200 euro da sostenere, i primi due immobili pagheranno 200/1000 * 400, cioè 80 euro, mentre il terzo condomino pagherà 200/1000 * 200, cioè 40.
Molto interessante.