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Contabilizzare il Fondo Svalutazione Crediti

La disciplina prevede che i crediti commerciali vadano iscritti in bilancio in relazione al proprio valore presumibile di realizzazione. Considerato che, generalmente, i crediti in questione vengono inizialmente iscritti in base al loro valore nominale, al fine di adeguarti alle prescrizioni normative devi utilizzare il fondo svalutazione crediti nel modo che ti spiego nella presente guida.

I crediti derivanti da transazioni di natura commerciale, in base a quanto statuito dal codice civile e avallato dai principi contabili nazionali ed internazionali, vanno iscritti in bilancio in base al loro presunto valore di realizzazione. In ossequio ai principi di prudenza e competenza, devi, infatti, tenere in debita considerazione i rischi connessi a potenziali perdite di valore che tali crediti possono subire, anche se ne sei venuto a conoscenza successivamente alla data di riferimento del bilancio che ti accingi a chiudere.

In altri termini, il valore nominale cui viene inizialmente contabilizzato un credito, rappresenta semplicemente un dato di partenza, che devi rettificare mediante la creazione (e il successivo utilizzo) del cosiddetto fondo svalutazione crediti. Come accennato in precedenza, nell’effettuare la stima dell’importo da accantonare nel predetto fondo, devi tenere conto non solo delle perdite di cui hai già avuto contezza al momento della redazione del bilancio, ma anche delle inesigibilità latenti, ovvero ancora non manifestatesi ma che possano ragionevolmente verificarsi nel prossimo futuro.

Per addivenire al presunto valore di realizzo dei crediti, devi effettuare le seguenti scritture contabili che rientrano nell’ambito delle delle scritture di integrazione e rettifica che devi fare alla data di chiusura di bilancio, relativamente a cui è possibile vedere questa guida sulle scritture di assestamento. La scrittura che devi contabilizzare per accantonare la quota di esercizio del fondo svalutazione crediti è la seguente: Accantonamento per perdite presunte su crediti a Fondo svalutazione crediti

Il conto Accantonamento per perdite presunte su crediti è un conto di reddito acceso ai costi di esercizio, mentre il conto Fondo svalutazione crediti è un conto numerario passivo acceso alle rettifiche di valori iscritti nell’attivo patrimoniale (nella fattispecie dei crediti commerciali). Vediamo adesso le scritture che devi effettuare nel momento in cui intendi utilizzare un fondo svalutazione crediti già stanziato in bilancio.

In questo caso, la scrittura che dovrai fare è la seguente: Fondo svalutazione crediti a Crediti commerciali. Ricorda che la predetta annotazione contabile dovrai farla solamente nel momento in cui prendi definitivamente atto dell’impossibilità di incassare nella sua interezza un credito. Ricorda, anche, che nel caso in cui il fondo accantonamento precedentemente stanziato non sia sufficiente a coprire la perdita effettivamente realizzatasi, devi ricorrere ad una scrittura maggiormente complessa.

La scrittura composta che dovrai effettuare prevede, infatti, l’utilizzo del conto Perdite su crediti, un altro conto di reddito acceso ai costi di esercizio. Per chiarire meglio tale concetto ti fornisco il seguente esempio, in cui si suppone che, a fronte di un credito commerciale di complessivi euro 1.500, il cliente ne versi unicamente 500 e che, in relazione a tale posizione, era stato in precedenza stanziato nell’apposito fondo un accantonamento per euro 600.

La normativa tributaria (art. 106 del TUIR) prevede che le svalutazioni di crediti derivanti dalla cessione di beni o dalla prestazione di servizi, sono deducibili in ciascun esercizio nel limite dello 0,50% del valore nominale e fino a che l’ammontare complessivo degli accantonamenti già effettuati non abbia raggiunto il 5% del valore nominale dei crediti. L’eventuale eccedenza accantonata, pur assumendo efficacia dal punto di vista civilistico, concorre a formare il reddito d’esercizio.Se ad esempio abbiamo crediti per 100.000, l’ammontare massimo di quota annuale deducibile fiscalmente è di 500, fino a che il fondo svalutazione non abbia raggiunto l’ammontare di 5.000.

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