Soldi

Come Riconoscere Le Banconote False

Non è bello, magari trovarsi al supermercato, e sentirsi dire “signora, mi dispiace ma i soldi con cui sta pagando sono falsi!” Infatti, la possibilità che ci vengano rifilate banconote false è in agguato. Allora ecco alcuni consigli per riconoscerle senza  bisogno di utilizzare un rilevatore di banconote false tipo questi.

Per riconoscere una banconota falsa, innanzitutto dovrai mettere la banconota in questione a confronto con quella vera, su un piano preferibilmente nero. Nella zona bianca, sulla sinistra, c’è un disegno e, sotto, la riproduzione del valore. Nella banconota falsa, questi due elementi sono assenti o molto sfocati.

Nella banconota vera, invece, la cifra appare con un colore nitido, ben definito, marcato e scuro. Se tu muovi le banconote da 50, 100 o 500 la cifra riprodotta sul retro, cambia sfumatura di colore, mentre, chiaramente nel falso il colore rimane invariato. Se osservi la striscia olografica dorata o argentata, potrai notare anche la cifra corrispondente al valore e il simbolo €. Nella banconota vera è molto brillante mentre nel falso è più spenta.

Se guardi in controluce una banconota vera è possibile individuare nel mezzo una sottile linea scura, che nel falso appare più sbiadita. Per finire, sul fronte delle banconote, è presente una scritta sottolineata che inizia per BCE: bene, questa scritta è stampata in rilievo nelle banconote vere, mentre nelle banconote false è quasi sempre assente.

Lavoro

Come Mettersi in Proprio

Per alcuni è un sogno coltivato sin dai tempi della scuola, per altri una risposta alle attuali difficoltà di mercato. Sta di fatto che un numero crescente di giovani decide oggi di mettersi in proprio. Secondo una recente ricerca della Camera di Commercio di Monza e Brianza, nei primi sei mesi dell’anno sono state ben 52.000 le nuove imprese individuali avviate da titolari con età inferiore ai 30 anni. La classifica è guidata dalla Lombardia con 4.772 nuove imprese, davanti alla Campania con 3.507 e dal Piemonte con 3.171. A seguire ci sono il Lazio, la Toscana, la Puglia e la Sicilia. Complessivamente, gli under 30 titolari di impresa individuale sono quasi 216.000, distribuiti soprattutto tra Lombardia (13,5% del totale nazionale), Campania (11,9%) e Sicilia (10,6%).

I passi da seguire
Indipendentemente dalle motivazioni che spingono a mettersi in proprio, è fondamentale prendere in considerazione una serie di variabili, che incideranno sicuramente nell’attività di impresa. Per prima cosa occorre partire dall’idea imprenditoriale ed esaminarla sotto tutti i punti di vista per capire se davvero può trasformarsi in un business di successo, in base alle proprie attività, al territorio in cui si decide di operare, al momento storico e ai gusti dei possibili clienti. Superato questo ostacolo, occorre decidere la formula giuridica da dare all’azienda: quella individuale consente di operare in assoluta libertà e con la richiesta di minori adempimenti. Quanto alla società, bisogna scegliere tra quella personale (responsabilità illimitata dei soci, ma anche possibilità di mettere insieme capitali più consistenti) e a responsabilità limitata (ciascun socio risponde solo per il capitale investito).

La scelta del regime fiscale
Se si opta per l’impresa individuale, il passo successivo sarà la scelta del regime fiscale da applicare.

A caccia di finanziamenti per l’autoimpiego
Chi vuole avviare una attività in proprio, deve valutare l’ammontare degli investimenti che il progetto imprenditoriale comporterà e di conseguenza la propria capacità di autofinanziarsi. Ricordando che enti locali, agenzie pubbliche per l’imprenditoria giovanile e femminile mettono a punto periodicamente bandi con finanziamenti per le nuove imprese o quelle comunque guidate da under 35.
Iniziamo la panoramica con le iniziative a favore dell’autoimpiego che puntano a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di soggetti privi di occupazione, attraverso la creazione di imprese di piccole dimensioni. La ditta individuale deve essere costituita dopo la presentazione della domanda per l’erogazione del finanziamento agevolato statale. Le agevolazioni possono essere finanziarie, per gli investimenti e per il sostegno nella fase di realizzazione e avvio dell’iniziativa. Informazioni sui fondi disponibili e sugli ultimi bandi pubblicano si trovano sul sito di Invitalia.

Le misure per le microimprese, giovani e donne
Particolari misure di sostegno sono previste per le microimprese, come sono classificate le aziende con meno di dieci dipendenti e un fatturato non superiore a 2 milioni di euro. Chi punta a creare un’impresa di questo tipo può accedere a una serie di finanziamenti, a patto che l’attività economica sia diretta alla produzione di beni e la fornitura di servizi, mentre non possono essere incluse le attività che si riferiscono a produzione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, trasporti (di merci o di persone oltre le nove unità) e commercio. Le agevolazioni possono essere finanziarie, per gli investimenti e per il primo anno di gestione. Finanziamenti per le microimprese vengono messi a punto in prevalenza dagli enti locali.
Misure specifiche sono previste, poi, per l’imprenditoria giovanile, vale a dire per le aziende messe in piedi da una compagine societaria caratterizzata in prevalenza da under 29, residenti nelle regioni considerate deboli dal punto di vista delle opportunità occupazionali. Le agevolazioni previste comprendono servizi reali e incentivi finanziari che possono consistere in contributi a fondo perduto o in mutui agevolati, messi a punto dallo Stato, dalle Regioni o dagli enti locali. Gli stessi organismi che periodicamente pubblicano bandi per l’imprenditoria femminile.
L’Italia è agli ultimi posti in Occidente per partecipazione delle donne al mondo del lavoro, così varie iniziative puntano a colmare il gap incentivando l’iniziativa autonoma. Gli incentivi variano da un caso all’altro, ma generalmente sono finanziabili le spese per impianti, macchinari, acquisto di software e brevetti e studi di fattibilità. A questo proposito può essere utile dare uno sguardo al portale dei Comitati per l’imprenditoria femminile.

Lavoro

Come Coinvolgere i Lettori nel Blog Aziendale

Perché molte aziende riescono a coinvolgere un gran numero di lettori mentre altre mostrano difficoltà nel farlo? Probabilmente per una mancanza di stile nel blog aziendale.

Poiché vi una concorrenza spietata là fuori, dovete lavorare sulla creazione dei contenuti e in particolare su un gancio speciale che non manchi nel tenere il lettore incollato al blog.

Questa è la chiave per lo sviluppo di un blog aziendale di successo. Ecco alcuni suggerimenti su come creare lo stile per il vostro blog.

Tirate fuori il vostro senso dell’umorismo soltanto se ne siete in possesso
Se siete una persona divertente non abbiate paura a far emergere il vostro umorismo nei post del blog. Chiaramente non è il luogo per condividere scherzi o video demenziali (per questo ci sono altri spazi volendo) ma se avete un talento naturale per la scrittura, che sia ironico o spiritoso, il vostro blog potrebbe beneficiarne.

Sarà un grande risultato e riuscirete a far ridere la gente mentre leggono il blog aziendale. Ci sono lettori che ogni giorno non aspettano altro che ricevere la loro dose giornaliera di divertimento.

In fondo quanti lettori (clienti) sono alla ricerca di schede tecniche? Per quelle volendo ci sono i siti mentre il blog deve mostrare una personalità differente e soprattutto offrire un motivo per tornarvi.

La chiave è scovare in azienda qualche blogger che abbia questa dote e che possa essere veramente divertente. In caso contrario ci sono molti altri ganci da utilizzare.

Usare le news del vostro settore come argomento di discussione
Questo è il gancio ideale per coloro che non sono divertenti. Se avete il tempo di controllare le notizie relative al vostro settore potreste in seguito commentarle sul vostro blog aziendale. Una sorta di rassegna stampa, quindi un’utile servizio con cui sviluppare un pubblico devoto.

È meglio restare all’interno della notizia legata al vostro settore ma volendo ogni tanto – con la giusta cautela – spingervi anche altrove.

Varcare la soglia della formalità: essere amichevoli con cautela
Questo gancio deve essere usato con cautela solo da coloro che ne sono maestri e che sono in grado di gestire le controversie. I blog che lo utilizzano sono probabilmente i più conosciuti, ma anche c’è una sottile linea da percorrere.

Se siete preoccupati che la vostra azienda possa danneggiare la propria reputazione online, meglio non usare questo aggancio mediatico.

Questi sono solo alcuni esempi per iniziare a creare quel rapporto speciale con i vostri lettori.

Essere amichevole e aperto può essere un’ottima strategia e può effettivamente offrire i migliori risultati rispetto agli esempi di prima. Il segreto è trovare cosa funziona per voi e per i vostri lettori. Una volta scovata la formula giusta, avrete varcato il limite senza subire nessuna conseguenza.

Lavoro

Comunicare Passione con Blog Aziendale

Recentemente sono stato invitato per discutere e massimizzare il valore di un blog aziendale già esistente. Le domande vertevano essenzialmente sui contenuti (il tono, la lunghezza e il linguaggio) e la frequenza dei post.

La serie di domande erano molto logiche, ma qualcosa non mi quadrava. Continuavo a pensare: «non c’è una risposta giusta», «tutto dipende», e «che cosa state cercando di realizzare?».

Mi resi conto che l’azienda cercava di scrivere un blog perché sentivano che era una forma necessaria di marketing, e non perché avessero qualcosa da dire.

A mio parere, si inizia a fare blogging in azienda perché i clienti necessitano di un canale con cui comunicare le proprie passioni.

Ci siamo quindi affidati a Internet e abbiamo scritto frasi più o meno brevi con cui scovare attraverso i motori di ricerca, altri brand che si affidano al blogging aziendale.

Il blogging in questo caso mostra tutta la sua efficacia. Purtroppo, molte aziende, nella fretta di adottarlo, spesso si dimenticano della passione, elemento assolutamente importante per i clienti.

Nel caso del blog in questione, il risultato era una raccolta di schede di prodotti e white paper che non mostravano nessuna opinione personale.

Il blog deve far parte di una strategia più ampia d’informazione. I blogger non solo dovrebbero pubblicare pareri e opinioni, ma devono concentrarsi anche sui contenuti provenienti da altre fonti. Insomma, devono essere parte attiva della blogosfera.

Il miglior consiglio che possiamo dare a chi si avvicina per la prima volta al blogging aziendale è: «Sfidate la normalità e diffondete pensieri da leader».

Ricordatevi, che per il cliente, questo è tutto.

Lavoro

Come Venere Tramite Blog Aziendale

Che cosa sperate di ottenere attraverso il blog aziendale?

Soltanto concentrandovi su un’obiettivo ben formulato, potrete determinare meglio come scrivere i vari post per raggiungere tale scopo.

Ad esempio, supponiamo di voler aumentare la consapevolezza dei consumatori verso l’azienda. Questo significa concentrarsi sulla creazione di una community, dare ulteriori informazioni su come l’azienda opera, nonché la creazione di articoli che offrano un aspetto più umano della società.

Se il vostro obiettivo è quello di vendere attraverso il blog aziendale, è necessario lavorare su un approccio diverso. Al fine di vendere in modo efficace attraverso un blog, dovete applicare i principi di base del copywriting, e trovare un modo per inserirli nei vari post.

Vendere attraverso il blog aziendale: fate emergere una problematica, evidenziatene le cause e offrite una soluzione
Dovete individuare una problematica, discutere degli effetti del problema sul consumatore e quindi fornire loro una soluzione. Potrà sembrare difficile, ma esistono strategie e tecniche con cui realizzare un post di questo tipo sul proprio blog aziendale.

Quello che dovete fare è rispettare la seguente successioni di eventi: CAUSA – EFFETTO- SOLUZIONE.

Ipotizziamo che la vostra azienda venda ricambi per auto e stia cercando di aumentare le vendite.

Potete ad esempio creare un post dove esponete la problematica relativa agli iniettori dell’auto (causa), evidenziare le conseguenze e i pericoli che ne derivano (effetto) e successivamente spiegare come mantenerli efficienti durante i vari programmi di manutenzione ordinaria (soluzione).

Questo approccio di vendita mediante blog, può essere facilmente adattato a qualsiasi settore, e rispettando l’ordine degli eventi (causa – effetto – soluzione) non dovreste avere alcun problema di scrittura persuasiva nella vendita attraverso il blog.

Mai dimenticarsi della fiducia del cliente!
Chiaramente non ci si può limitare soltanto a questo, è necessario concentrarsi sui motivi che portano un consumatore ad avere fiducia nell’azienda.

Quest’ultimo aspetto, possiamo ottenerlo con altri mezzi: testimonial, fornendo ai lettori informazioni utili, evitando di realizzare soltanto post dove si punta a vendere un prodotto e soprattutto instaurando un buon rapporto con il blogger